“RAY OF LIGHT” di MADONNA HA COMPIUTO VENT’ANNI ED E’ ANCORA IL SUO DISCO PIU’ RIUSCITO.

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Lascia che l’odio dentro di te scompaia
Solo tu hai la chiave perché questo accada.
Madonna in Frozen

Ray of Light Artwork by Mario Testino

Prima di Lady Gaga con il cappello rosa da cowboy, prima di Rihanna con il rossetto verde, prima di Katy Perry con le tette bioniche, c’è stata Madonna.

Prima che musica pop ed elettronica si fondessero insieme e diventassero praticamente l’una il supporto dell’altra – soprattutto per raggiungere certe posizioni in classifica – c’è stata la musica di Madonna. 

Prima che Jennifer Lawrence di lamentasse del gap tra i soldi presi dagli attori e quelli percepiti dalle attrici, prima del #metoo, prima dei magazine femministi che inneggiano alla bellezza del corpo della donna, c’è stata Madonna.

Una pagina del Libro “Sex” di Madonna – Artwork by Steven Meisel

Prima c’è sempre stata lei. La donna che all’uscita di Erotica e poi del suo libro Sex, veniva chiamata PUTTANA! sulle copertine dei giornali di tutto il mondo solo per aver detto quello che tutte le donne avrebbero voluto urlare ai quattro venti:

Sono ambiziosa e so esattamente cosa voglio.
Se questo mi rende una stronza, okay.
– Madonna –

Erotica – Madonna

“E i maschilisti muti!” (cit.)

Madonna è in assoluto la persona che più ha definito il concetto di pop-star nella storia della musica moderna. Colei che ha abbracciato la cultura della commercializzazione delle idee e lo slogan che scioccasse e aprisse finalmente il dibattito.
E lo ha fatto anche con il suo album più profondo e più riuscito: RAY OF LIGHT che il 22 febbraio ha compiuto 20 anni. 

Ray of Light – Madonna by Mario Testino

Io sono sempre stata del parere che un album vada ascoltato e vissuto, proprio come si fa con un libro. L’ascolto di un disco è un viaggio personale che non deve, per nessun motivo, essere disturbato da un parere esterno. C’è molto di più in un disco e non bastano poche parole per poterlo innalzare o distruggere. Specialmente un disco come Ray of Light.

Per questo ho deciso di raccontarvi alcune cose che stanno dietro questo disco. Cose che probabilmente ve lo faranno amare di più, se già lo conoscete, o riscoprire sotto nuove vesti. Perché questo è un album speciale.

Nel 1998, quando esce, il mondo conosce già benissimo Madonna. Il pubblico sa che la capacità di inventarsi sempre un nuovo immaginario per ogni disco è la sua più peculiare caratteristica, ma nessuno avrebbe scommesso che Ray of Light sarebbe poi diventato la pietra miliare della discografia dell’artista. Madonna infatti arriva a questo album, dopo un percorso artistico che passa da tracce “leggère” come Material Girl e da canzoni che parlano della donna e delle fantasie sessuali femminili in Erotica. Ma è nel 1996, con la colonna sonora di Evita – film nel quale riesce anche ad avere il ruolo di attrice protagonista – che Madonna inizia a prendere vere lezioni di canto e a porsi delle profonde domande esistenziali. Come se avesse corso tutta la vita per arrivare al primo posto e di colpo si fermasse, lì sul podio, domandandosi quale sia il senso di tutto quel correre.

In Drowned World/Substitute for Love, la prima traccia di Ray of Light, infatti, Madonna canta:

Ray of Light – Madonna by Mario Testino

 

 

“Ho sempre scelto la fama invece che l’amore
e non ci ho pensato una seconda volta,
ma tutto si è trasformato in un gioco stupido
perché alcune cose non possono essere comprate.”

 

 

 

 

Insomma Madonna ha conquistato il mondo, ma ha ancora dei dubbi. Ancora non ha trovato il suo posto. “Ho avuto tutto quello che desideravo. L’ho voluto così tanto ma mi sono ritrovata in stanze affollate, sentendomi più sola che mai. Sono stata una stupida e ho cambiato il mio pensiero.” 

Parte così questo disco: con un cambio di prospettiva.

Forse da lassù il mondo non è bello come lei pensasse.

E questa è la vera grandezza di Madonna. E’ proprio questo il nocciolo della questione. Per non perdere se stessa tra la fama e i soldi, durante la scrittura del disco, Madonna studia la Kabala e rimane incinta. Tutto nello stesso istante. E i dubbi la assalgono. Lei abbraccia questo stato confusionale e ci fa un disco che intitola “Ray of Light”, raggio di luce e non si propone di trovare le risposte alle domande che la attanagliano, perché per lei solo una cosa è ovvia:

Niente è davvero importante. L’AMORE è l’unica cosa che conti
così canta in “Nothing really matters”.

Nothing Really Matters – cover – Madonna

Ma anche se queste domande sono profonde e potrebbe volerci una vita intera per essere davvero analizzate, Madonna scrive questo disco velocemente. Rick Nowels, racconta infatti, che Madonna si reca a casa sua dalle 3 alle 7 tutti i giorni per due settimane. Lui al piano e lei di fronte e chiudono un pezzo al giorno, perché la scrittura di Madonna è intuitiva, del resto il suo sesto senso l’ha portata esattamente dove si trova ora. Perché non assecondarlo? E ascolta se stessa anche nella scelta del produttore: William Orbit prende le demo che i due hanno appena scritto e crea l’abito unico che avrebbe creato l’immaginario immortale di Ray of Light.

Madonna nel video di “Frozen”

Tu vedi solo quello che i tuoi occhi ti mostrano.
Se non apri il tuo cuore, sei un uomo congelato, un uomo a pezzi.

Madonna ha dubbi ma ha anche una nuova consapevolezza nella sua voce e nella scrittura di canzoni e Orbit è la ciliegina sulla torta, perché lui non ha una preparazione classica, a differenza di tutti i produttori con cui lei ha collaborato fino a quel momento, ma ha una personalità unica ed è proprio quello, ciò di cui ha bisogno la Regina del Pop.

Ma per quanto l’aspetto creativo sia importante nel processo di scrittura, arriva sempre il momento in cui bisogna iniziare a mettere dei punti fermi. A questo punto subentra il produttore De Vries che prende in mano le demo e le combina perfettamente insieme a tutte le idee di Orbit. E quando a Madonna viene chiesto perché la scelta di questi due produttori di musica elettronica, lei risponde: “Loro ci hanno messo il freddo e io il calore”.

Ray of Light – Madonna by Mario Testino

Con Ray of Light Madonna ha rischiato, come ha sempre fatto, ma questa volta ha avuto il coraggio di lavorare con produttori con personalità forti tanto quando la sua. Non si è imposta ma ha assecondato il flow e ha lasciato che l’identità del disco venisse alla luce.

Perché è solo fuori dalla zona di comfort che si riesce davvero a mettersi a nudo e a fuoco.

Perché forse in fondo è questo quello a cui servono le domande esistenziali: abbracciare il cambiamento, smettere di cercare di controllare tutto e che la vera felicità inizia dove finisce la paura.

Proprio come si fa con un figlio, un disco si mette al mondo ma poi deve diventare un elemento a sé stante. E ne ha fatta di strada questo capolavoro! In vent’anni non ha perso il suo carisma.

Di qui in poi, infatti, Madonna arriverà nelle classifiche a posizioni anche più alte, ma nessun suo disco pop o di chiunque altro, può vantare tanta saggezza e tanta personalità.

Ascoltarlo, per credere.

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