NO EYEZ ON ME: LA STREET ART PROVOCA LE CELEBRITIES

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Autrice/Attacchina, questa la descrizione di Laika sul suo profilo Instagram. La street artist romana colpisce ancora, e torna dopo il murales omaggio a Daniele De Rossi, con un “mosaico” di otto personaggi, installando una vera e propria mostra ironica e pungente dal titolo NO EYEZ ON ME.

Celebrities presi di mira e raffigurati dall’artista spiccano volti noti della politica italiana ed internazionale come la sindaca Raggi, Donald Trump o Salvini e dello spettacolo come Jovanotti o Pamela Prati come moglie di Mark Caltagirone.

Street Art a Roma. Tra ironia e realtà Laika colpisce ancora. Immagini

A distanza di due mesi Laika torna e questa volta “prende di mira” diversi personaggi del mondo della politica e dello spettacolo, creando un “mosaico” di otto manifesti, accompagnati da un testo introduttivo, il tutto esposto sul muro del mercato Vittoria nel quartiere romano di Prati in via Sabotino. Titolo della mostra/mosaico è  NO EYEZ ON ME.

Protagonisti otto personaggi ben noti sul cui volto è impressa una scritta che, tra ironia e realtà in qualche modo, li definisce. Dalla sindaca di Roma Virginia Raggi che “AMA Roma“, al cantante Lorenzo Jovanotti che il “volontariato rende liberi”; dal Ministro Matteo Salvini in versione “Baywatch” al “doppio taglio” del leader nordcoreano Kim Jong Un.

Se è vero che leggere i volti della gente è sempre più difficile, offuscati come sono dalle migliaia di maschere e filtri che usiamo per nascondere la realtà, allora può essere rivoluzionario distorcere quegli stessi filtri fino a capovolgerli, a renderli grotteschi e non-sense e, quindi, straordinariamente veri”. –  Scrive Laika, premettendo: Nell’era dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario; ma lo sono anche la bugia, la finzione e lo sberleffo”. 

NO EYEZ ON ME –
una risata amara che serve 
a seppellire il vuoto che siamo diventati.
(Laika)

Grottesco l’esito del poster che allude in modo diretto e sarcastico all’emergenza rifiuti che ha caratterizzato la Capitale, evidentemente non molto amata.

L’artista spiega poi il senso di questa mostra/mosaico, attraverso la quale intende “ribaltare il concetto di inganno fino a renderlo l’unica cosa della quale ci si possa fidare. In un mondo in cui tutti mentono, voglio dire la verità attraverso il suo contrario, far diventare trasparenti 8 personaggi, scrivendogli sul volto le loro bugie e quelle del nostro mondo, riportando ad una dimensione ironica i grandi temi d’attualità, non per sminuirne l’importanza ma per spersonalizzarli e renderli universali”.

“Ogni viso – continua Laika – è accompagnato da una didascalia chiaramente assurda, distopica, ma comunque non troppo lontana dalla realtà. C’è una critica ad alcuni dei volti, non è difficile capire quali, mentre altri sono solo il veicolo per un messaggio da comunicare.  Quindi Greta Thumberg canta ‘life in plastic is fantastic’ contro chi denuncia il problema dell’inquinamento e non fa nulla per porvi rimedio, o il dottor House diventa un antivaccinista, per prendere in giro le presunte tesi scientifiche dei no vax”.

ParlaNtina 

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