SULL’AMORE E SULLA VERITA’: LA VIE DI ADELE

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I follow River: Le note di Lykke Li, risuonano come un mantra durante un’unica e sola scena del film La Vie di Adele. Colonna sonora profondamente evocativa che rispecchia in pieno la personalità di una delle due protagoniste femminili, Adele: nostalgica, enigmatica ed emotiva, proprio come è lei.
Delicata, mai romantica, trasmette passione e disperazione, forza e allo stesso tempo un’incontenibile malinconia. C’è una musica dal sound che sembra riavvolgere continuamente il nastro “I follow rivers, I follow you” e si ripete. Chi canta sta un passo indietro e segue, lasciandosi trasportare da un fiume in piena, di emozioni e conflittualità. Proprio come fa Adele che nonostante i suoi sforzi non riesce a stare al passo di Emma e a stare al passo nella sua vita.

La vie di Adele

Questa anima così potente di cui si compone la melodia trascina Adele in una danza in apparenza quasi liberatoria. Provoca in noi, che guardiamo la protagonista, mentre si immerge nella canzone, la sensazione di essere risucchiati da un vortice di pensieri e momenti che ci rimandano ad un vissuto a noi noto e simile a quello che sta vivendo la giovane. Così ci ritroviamo anche noi a danzare, come se fossimo anche noi  un po’ Adele, a momenti liberi e a momenti in catene,  fluttuanti in un mare di emozioni.

La vie di Adele

E il fiume scorre nella vita di Adele tanto che, sommersa, non riesce ad uscirne. E’ intrappolata nelle sue forti emozioni, nelle sue convinzioni. E a distanza di anni la porta in un caffè a Lille per un incontro chiarificatorio, tra lei e l’altra, per un momento che Adele sceglie per riprendere fiato o perderlo del tutto, per sempre.

Il ricordo della storia d’amore tra Adele ed Emma continua a vivere  nella quotidianità della protagonista ed  è mantenuta viva dalla stessa. Come una pianta assetata e innaffiata solamente con le lacrime, che sembra una resa, un attaccamento a ciò che è stato senza però avere mai capito le ragioni del perché quello che è stato non c’è più.

L’incontro al Caffè è una delle scene più potenti di tutto il film. L’interpretazione di Adele raggiunge un grado di verità così alto che ci scaglia e ci tiene con violenza dentro la scena. Noi siamo Emma, siamo Adele, siamo al tavolo accanto, siamo tutti dentro a quel Caffè di Lille.

Adele in ogni modo cerca lo spazio, con quella voracità e bramosia che fa parte del suo carattere, per un contatto fisico con Emma. Cerca per l’ultima volta una risposta: Mi ami ancora? Dimmi se mi ami ancora! Il petto di Adele scoppia, ma il suo cuore gonfio di paura crolla un’ultima volta davanti ad Emma. E’ vero, non la ama più, ma pare che anche lei stia per cedere.  Cercava  affermazione, equilibrio, affetto…sì, potrebbe tornare con Adele in qualsiasi momento, anche solo per una notte, ma quell’ amore si è già trasformato in tenerezza infinita. La passione, la chimica, la complicità con l’incastro perfetto appartengono ormai ad un passato  che non ha più motivo di tornare.

La vie di Adele

Così è la loro storia d’amore, di due esseri così diversi, già all’ apparenza incompatibili ma che con uno sguardo, da lontano, si riconoscono e si cercano. E si fermano. Destino? Fortuna? In verità Emma dà ad Adele quello che stava disperatamente cercando. La sua verità in quel palcoscenico della vita dove lei stessa ammette di fingere sempre e con tutti.

Ecco la verità, che dà senso alla vita, quella che permette il passaggio dal sopravvivere al vivere. Dallo sconosciuto al conosciuto.

L’amore come rivelazione e verità, vita e morte insieme, gioia e angoscia profonda generata da emozioni dapprima lasciate scorrere come fiumi in piena senza averne piena coscienza.

La differenza profonda tra Emma e Adele non sta nei sentimenti ma nella loro diversa maturazione e nella presa di coscienza.

Il livello di maturità di Emma le permette di reagire dopo il distacco forzato e profondamente doloroso voluto da lei stessa. Con la decisione più difficile: il coraggio di cambiare grazie  alla maturità raggiunta che le permettono non solo di agire ma anche di portare avanti con forza, seppur con difficoltà, le proprie scelte. Questo è quanto bisogna riconoscere a Emma.

La vie di Adele

E Adele invece è all’inizio del suo processo di maturazione. Lei è ancora una bambina, la stessa che balla quella danza tribale di sentimenti turbinosi, una danza destinata a durare fino a quando non imparerà a lasciar andare il vuoto e la mancanza del ricordo.

Perché ogni grande amore, ogni grande sofferenza si porta dietro sempre un insegnamento, un dono: quello di Adele è aver avuto il privilegio di amare, di condividere e scoprire sé stessa anche grazie ad Emma. E solo lasciandola libera, Adele potrà ricominciare ad essere anch’essa libera di proseguire il suo percorso pur coltivando dentro di sé la riconoscenza per il dono di un amore eterno.

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