L’ARTE DI FARE LA VALIGIA

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“Non porteremo bauli.
Solo una sacca da viaggio con camicie,
tre paia di calze per me e lo stesso per voi.
Compreremo gli abiti che ci servono lungo la strada.”
(cit. di Mr. Fogg, il Giro del Mondo in 80 giorni, Jules Verne, 1873)

 

L’arte di fare la valigia – CandyPop Mag – Pic by Unsplash

Qualcuno sostiene che fare una valigia sia un’arte.
Qualcuno lamenta di dimenticare sempre qualcosa.
Qualcuno dice che parte bene ma quando deve tornare non riesce più a chiuderla.

Per molti è certamente uno dei momenti più stressanti di tutta la preparazione di un viaggio, perché si inizia guardando l’armadio aperto (“non ho niente di decente da portarmi!” variazione sul tema del grande classico “non ho niente da mettermi!”) poi si iniziano a sistemare sul letto due pantaloni, un vestito, una camicia, tre t-shirt… “però con quella t-shirt devo obbligatoriamente portarmi quella gonna…. E anche quelle scarpe!”.
E se piove? E se tira vento?
E se fa freddo? In un attimo compaiono 2 golfini, 3 felpe e un impermeabile antipioggia.
E se incontro lo sceicco e mi invita a cena? (sicuramente!) meglio portarsi anche l’abito da red carpet con tutto il corredo di scarpe, gioielli e pochette abbinati!

Tutto questo per un tempo di permanenza di… un weekend!!!
Evento mondano di punta: la sagra della porchetta.

L’arte di fare la valigia – CandyPop Mag – Pic by Arnel Hasanovic x Unsplash

Ok. Ricominciamo.

La prima cosa da fare quando si appronta una valigia è definire esattamente a voi stesse che tipo di viaggio state per affrontare. Una località di mare vuole un abbigliamento diverso dalla montagna. Se viaggiate da backpacker inutile portarsi le Jimmy Choo.

Secondo: usate internet e verificate le previsioni meteo.
Se qui ci sono 35 gradi e voi state per andare in Australia dovete sapere che là è una specie di novembre, se state andando in Giappone dovete sapere che luglio è mese di piogge improvvise, quindi regolatevi di conseguenza.

Terzo: chiedetevi che attività farete. Se avete in programma di fare dello sport (trekking o immersioni per esempio) ricordatevi l’attrezzatura corretta.
Se siete in viaggio per lavoro un abbigliamento formale sarà richiesto, cosa che potete lasciare a casa se andate in visita dalla zia.

Quarto: mentre fate queste riflessioni scrivete tutto ciò che vi viene in mente e che dovete assolutamente portare. Sarà la base della vostra check list. Scrivetela la lista a mente fredda, fate proprio un elenco partendo da cose banali. A me aiuta ripercorrere mentalmente la giornata, per esempio: quando vado a dormire mi serve, spazzolino, dentifricio, pigiama…
Sarebbe buona cosa scrivervi la check list in un file di word, così al prossimo viaggio sarà già fatta e basterà solo stamparla.

Quinto: tenete a mente la regola aurea se non si abbina almeno due volte resta a casa, ovvero portate solo vestiti e scarpe con cui potete realizzare almeno due outfit.
Esempio: un paio di jeans con cui mettere due t-shirt e una camicia. Le t-shirt posso metterle anche sugli short da spiaggia.

Sesto: a meno che non andiate in ferie nel Deserto del Gobi, quasi sempre potete reperire ciò che avete dimenticato, quindi non disperatevi troppo!

La dritta per le più tecnologiche: scaricatevi PackPoint o Packking due app create appositamente per aiutarvi con la valigia. In entrambe vi verrà chiesto di indicare quanti giorni state via, che attività svolgerete e se potete fare delle lavatrici: in base a queste informazioni l’app vi creerà automaticamente la lista, consigliandovi anche il numero adeguato di calze, biancheria, magliette, ecc da mettere in valigia.

PackPoint a seconda della destinazione vi segnala il meteo e personalizza la lista di conseguenza.
Packking ha anche una sezione “cose da fare” ovvero tutte quelle attività da svolgere prima di partire (dare un mazzo di chiavi a un parente, assicurarsi che le piante siano sistemate, chiudere l’acqua, fare una copia del passaporto, ecc) per essere tranquilli.

E adesso finalmente godetevi il viaggio!

Simona Bergami

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Amo viaggiare, scattare foto, cucinare e mangiare; leggo, scrivo ma sono anche Netflix dipendente! Sono diventata Professional Organizer perchè nel tempo che mi rimane devo lavorare e gestire casa, marito e cane... ma senza perderci troppo tempo! ;-)

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