#NSWF VIRALE: L’ARTE DI FRIDA CASTELLI

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Vita (voglio parlare solo la tua lingua) – Frida Castelli

Ciao Agosto. A Milano si suda, fa caldo, anche negli uffici più formali le gonne si alzano di qualche centimetro, le scollature si accentuano.

Immagini le ultime sfortunate anime che per lavoro sono ancora in città e ci resteranno: pigri ventilatori che girano, avanti e indietro, avanti e indietro. Lenzuola stropicciate che bruciano sotto la pelle nuda come se fossero appena state stirate. Sdraiata sul letto a scrollare la home di Instagram e tra un #ChiaraTakesIbiza e le foto di un’ex collega universitaria a quel festival a cui volevi proprio andare tu – vedi un post che si stacca dalla massa di #foodies e #blessed. Il cuore batte un po’ più forte, il respiro si blocca per un secondo: un punto di vista così familiare. Il tuo punto di vista di una notte di poche settimane fa.

Ma non sei tu. E non è lui.

E allora ti chiedi come fa l’intimità ad essere così universale?

Frida Castelli trasmette quanto c’è di più personale al mondo, in un modo fresco agli occhi anche se un po’ di calore alle guance te lo fa salire. Il tocco femminile è notevole, ma non manca la componente maschile: i corpi sono entrambi presenti, entrambi protagonisti. Non c’è soltanto Lei, c’è anche tanto Lui. Non c’è soltanto ricevere, c’è anche tanto dare. Si percepisce l’amore, si tocca la passione e si vive l’equilibrio. Ma la Donna di Frida è in grado di essere felice anche da sola.

Sto andando in frantumi davanti ai vostri occhi. – Frida Castelli

Frida Castelli. Alone di mistero à la Liberato, fenomeno virale à la Karley Sciortino. Ispirazione chiaramente autobiografica: Sex and the City si incarna nel 2018, il sesso è bello e l’arte è libera, ma Frida è ispirata da un solo grande amore o ha più fiamme?
Frida Castelli: C’è un solo uomo dietro l’ispirazione di tutta la mia produzione creativa. Ho costruito questo mondo virtuale dove archivio quotidianamente i sentimenti che provo per lui. Più che una fiamma è un incendio fuori controllo.

E stirerò solo i vestiti che so che un giorno tu mi toglierai.

I only bought this dress so you could take it off”, così canta Taylor Swift (uno dei maggiori guilty pleasure di Candypop Mag); Frida che stile ha? E soprattutto quanto influisce l’abito sulla missione di seduzione secondo te?
FC: Il mio stile è molto semplice: jeans e t-shirt tutti i giorni, gonna e camicetta quando ho un appuntamento di lavoro o una serata speciale. Curo il mio aspetto ma non sono ossessionata dalla scelta di ciò che indosso. Credo che una donna sia molto più seducente quando è allegra, spontanea e a proprio agio che con un abito scelto per l’occasione, magari scomodo e che non rispecchia la propria quotidianità. Io non credo nella premeditazione e nell’eccessiva cura del dettaglio, soprattutto quando si tratta di rapporti umani. 

Parliamo d’arte. Visto il successo, te ne occupi a tempo pieno? Su Instagram si possono ammirare alcuni schizzi prima dell’opera completa: come inizia il processo creativo? Con cosa disegni? Come/dove è nata la passione?
FC: In questi anni di attività ho avuto parecchie opportunità di lavoro come illustratrice, ma non ho mai voluto che diventasse la mia professione. Essere libera dal vincolo del denaro mi consente di continuare a fare ciò che più mi piace senza accettare compromessi o scadenze. Questo non  vuol dire che io lavori gratis. Mi faccio pagare per tutte le collaborazioni al di fuori di ciò che faccio per mio personale diletto. Chi lavora gratis o sottopagato svilisce la professionalità dei colleghi e sminuisce il proprio lavoro. Le uniche occasioni in cui non chiedo retribuzione sono solo quelle in cui le collaborazioni hanno una finalità rilevante per la collettività; tutto ciò che ricavo dalle vendite dei disegni durante le mostre lo devolvo interamente in beneficenza, generalmente alle associazioni locali individuate dagli stessi organizzatori.

Per rispondere alla domanda sul processo creativo, tutto nasce esclusivamente da ciò che provo nel momento in cui disegno il primo tratto sul foglio. L’ispirazione può nascere da un messaggio inviato da lui, da una mia aspettativa, da qualcosa che vorrei dirgli o qualcosa che gli ho appena detto. Faccio la prima bozza con la matita su un foglio in formato A3 (formato scelto esclusivamente per praticità e facilità di archiviazione) e poi passo il colore (ecoline per la base e matite colorate per ombre e dettagli).

Sei di Milano: è sempre stata la tua città? La senti tua o c’è un altro posto in cui vorresti vivere?
FC: Ho vissuto in diverse città, sempre in Italia. Tuttavia non mi definirei una nomade, anzi. Amo mettere radici nei posti che mi piacciono. Milano è una città fantastica: cosmopolita, movimentata e ricca di eventi. E’ forse l’unica città italiana che definirei veramente “europea”. Manca solo il mare e, quando posso, cerco di fuggire sulla costa. Sicuramente se dovessi scegliere una città alternativa a Milano sceglierei una città sul mare.

La mia fame. La tua sete. – Frida Castelli

C’è chi in sottofondo mette la tv, chi predilige il silenzio e chi mette Spotify. Tu di cosa ti circondi mentre fai sesso? E mentre crei?
FC: Mentre disegno ascolto sempre musica, mi piace coinvolgere tutti i sensi quando si tratta di evocare ricordi ed emozioni. Durante il sesso, invece, non è fondamentale.

Manchi. – Frida Castelli

Tre artisti che non mancano mai nelle tue playlist?
FC: WMD, Oliver Tank, Stumbleine

Sembra non ci sia la linea sottile di separazione tra sesso e arte nelle tue opere. È così?
FC: Tutti i miei disegni descrivono la mia storia d’amore e il sesso è solo una parte di essa. Cerco di non trattarlo in maniera morbosa o come pura esibizione di parti intime e di rappresentarlo in forma schietta ma gentile.

Come ti senti rispetto ai social? Instagram com’è cambiato dal tuo debutto ad oggi? Come gestisci le interazioni con i fan?
FC: Entrare in contatto con così tante persone tutti i giorni non è semplice per me. Cerco di leggere tutti i messaggi ma non rispondo a chiunque perché vorrei limitare la mia partecipazione personale allo stretto necessario. Ritengo che quello che si debba sapere di me sia già visibile al pubblico. Il resto è solo vanità e divismo, cose che non mi appartengono e che restituiscono sensazioni di cui non ho bisogno.

“Je t’embrasse, je t’aime, je t’adore, je te suce, je te baise, je t’encule, je te lèche, je te fais feuille de rose, boule de neige, tout tout tout absolument tout, mon adorée, je te prends toute.” (Guillaume Apollinaire 1880-1918)

Prossimi step. Ci saranno mostre a breve? Come si prospetta la tua seconda metà del 2018?
FC: Per quanto riguarda le mostre sto valutando alcune proposte in Italia e all’estero, ma non ho ancora date o informazioni precise da condividere. Nel frattempo sto lavorando a un nuovo progetto editoriale. Tuttavia è ancora presto per entrare nel dettaglio.

Kira Lavrov

 

 

Facebook • @castellifrida

Instagram • @fridacastelli

Shop online • fridacastelli.com

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25 y.o. Russian-Canadian brought up in Switzerland & Italy, dreams in technicolor but is shortsighted irl. Thinks in verses and melodies and wishes she could talk like that too. #musicislife

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