VIVI MEGLIO ASCOLTANDO LO STRESS!

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Quante volte diciamo sono stressata? Ma è davvero stress o sono piuttosto altri sentimenti? Imparare a fare delle distinzioni è molto importante.
Molto spesso quello che chiamiamo “stress” è invece sovraffaticamento quindi un eccesso di lavoro (o di impegni, o carico di responsabilità…).

Pic by Sharon Wright x Unsplash – “Stress positivo vs stress negativo”, CandyPop Mag

La soluzione in questo caso è molto semplice: imparare a dire “no” e alleggerirsi. Rifiutare delle commissioni, eliminare dall’agenda impegni non necessari, delegare quando possibile e ricavarsi dei momenti di defaticamento per prendere fiato, come dopo una corsa.

Un altro sentimento che noi chiamiamo “stress” ma che stress non è, è l’angoscia. La proviamo quando andiamo in overdose di emozioni negative, o peggio quando le reprimiamo e non riusciamo a dar loro sfogo. Ansia, nervosismo, frustrazione, irritazione, sono tutti fattori che ci spingono alla negatività.

Per liberarci dall’angoscia dobbiamo riuscire a lasciar fuori da noi questi sentimenti negativi: con lo yoga o la meditazione per esempio, ma anche con lo sport (per scaricare) o con un bagno caldo e musica rilassante.

Pic by Tim Goedhart x Unsplash – “Stress positivo vs stress negativo”, CandyPop Mag

Poi c’è lo stress vero e proprio, che in realtà non è negativo, anzi è positivo perché si tratta di una scarica di adrenalina e cortisolo, ovvero quegli ormoni che ci aiutano a reagire immediatamente in una situazione di emergenza e pressione. Pensate per esempio ad una scossa di terremoto in piena notte e voi che saltate prontamente giù dal letto, ecco quello è stress!

Lo stress è buono, anzi direi quasi indispensabile, quando dobbiamo affrontare delle situazioni impegnative in cui abbiamo bisogno di tutto il nostro impegno e attenzione: una scadenza importante di lavoro, una mole particolarmente impegnativa di pratiche da sbrigare, un cliente molto importante da curare, ecc.

Lo stress fa aumentare i nostri riflessi, ci sveglia, ci rende pronti e reattivi.
Pensiamo a tutte le volte che lavoriamo con una scadenza pressante e riusciamo a fare cose che normalmente sarebbe impensabile fare come elaborare documenti di notte, senza dormire, preda
dell’euforia e della sovraeccitazione.

Pic by Daniel Monteiro x Unsplash – “Stress positivo vs stress negativo”, CandyPop Mag

Lo stress però è la forza che ci fa fare uno scatto da centometrista, molto intenso ma anche molto breve: finita l’emergenza entriamo in fase down in cui ci sentiamo improvvisamente stremati e abbiamo bisogno di riposare e dormire.
Una volta recuperate le energie il ciclo può ricominciare.

Lo stress diventa cattivo quando a una situazione di emergenza se ne sovrappone un’altra e poi un’altra ancora e non diamo mai al nostro fisico il tempo del recupero. Ad un certo punto ovviamente crolliamo, entriamo in confusione e non riusciamo più a proseguire. Siamo completamente nel pallone.

Un altro tipo di stress cattivo ci assale in tutte quelle situazioni in cui, per quanto ci impegniamo, le cose hanno un proprio corso a prescindere da noi, o quando la posta in gioco è troppo alta. In poche parole, quando la pressione psicologica è troppo alta da sopportare.
Per esempio quando sapete che dall’esito della gestione di un cliente può dipendere il vostro futuro all’interno dell’azienda: promozione o licenziamento? la posta in giochi è altissima!

Da ora in poi lo tratterete meglio il vostro stress, vero?

Simona Bergami

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Amo viaggiare, scattare foto, cucinare e mangiare; leggo, scrivo ma sono anche Netflix dipendente! Sono diventata Professional Organizer perchè nel tempo che mi rimane devo lavorare e gestire casa, marito e cane... ma senza perderci troppo tempo! ;-)

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