L’INGOMBRANTE RELAZIONE COL GRIGIO ALTRUI

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Depressione, dal latino depressio-onis, da deprimere, da de e premere, pigiare, calcare, abbattere. Calcare una cosa affinché si abbassi, figurativamente frenare, rintuzzare, umiliare, avvilire. Con riferimento a persone, si intende quello stato di abbattimento, di prostrazione fisica e psichica. Dolore, da dol-eo, sento male, mi dolgo, sensazione spiacevole, che affligge, una sensazione soggettiva di sofferenza, patimento dell’animo, strazio”.

Il dolore rimanda quindi ad una sensazione, ad un sentire, a qualcosa di tangibile, riconoscibile. La depressione invece sembra più simile ad un grigiore, ad una nebbia, ad un alone che penetra nelle ossa, impalpabile, che giunge senza avvisare, attraversa. Dolore e depressione ovviamente non possono essere considerati momenti dissociati tra loro, possono provocarsi e rincorrersi, mescolarsi, fondersi, così come accade con l’ansia e la paura.
Per questo probabilmente stare in relazione (terapeutica e non) con una persona che prova dolore richiede presenza, capacità di esserci, rimanda ad una “scomodità”, come una poltrona spigolosa, che non ti fa sedere bene ma che comunque ti sostiene, mentre stare in relazione con una persona depressa rimanda ad un non luogo, inteso come l’incapacità di sapersi collocare in uno spazio, il non aver appigli, il non avere dove sedersi, perché ogni luogo sembra schiacciarti, la tua stessa presenza lì, anche in veste di soccoritore, diventa una presenza senza strumenti.

Il dolore brucia ma ci fa collegare con le sensazioni, nostre e dell’altro. La depressione contamina, mette anche l’altro nella condizione di inutilità, lo avvilisce. La depressione stacca la spina, ci fa sentire scollegati, senza elettricità, spenti.
La depressione appallottola il futuro e lo chiude in un lento insopportabile gelido presente. Un elemento che possiamo provare a fornire – come persone in primis – è diventare esempio di speranza, intesa come tendere verso.

Torniamo a tendere verso.

 

Dott. Michele Spaccarotella

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About Author

Psicologo, Psicosessuologo, Psicoterapeuta, esercito la libera professione a Roma. Dopo la Laurea in Psicologia Clinica e Dinamica presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono formato in Psicoterapia Psicodinamica ad orientamento Psicoanalitico presso la SIRPIDI di Roma ed in Psicosessuologia presso l'IISS Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma. Nel 2012 ho vinto, insieme ad altri autori, il premio di “Best Sex Based Research Poster” (poster per la miglior ricerca scientifica) all’11° Congresso EFS di Madrid, e sono autore di diversi articoli in ambito psicologico e sessuologico. Sono co-autore del QDS Questionario sulla Dipendenza Sessuale, attualmente in validazione. Ho svolto attività di tirocinio presso diverse strutture ospedaliere di Roma (Idi, Policlinico Tor Vergata, S. Carlo di Nancy). Ho prestato servizio presso la Società Italiana per l’Intervento sulle Patologie Compulsive, occupandomi del trattamento di diverse forme di dipendenza comportamentale: gioco d’azzardo patologico (GAP), shopping compulsivo, dipendenza affettiva e da Internet. Presso l’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica mi occupo di Consulenza psicologica, Psicoterapia, Psicoterapia sessuale ed anche di Ricerca e Psicoterapia nell’ambito della Dipendenza Sessuale; modero l’attività clinica su internet per il tirocinio post-lauream e sono Responsabile marketing e pubblicità dell’Istituto e Responsabile Didattico del Corso Biennale in PsicoSessuologia. Lavoro inoltre nel supporto psicologico di persone con patologie croniche (psoriasi e diabete). Penso che l’incontro col terapeuta rappresenti un momento ed uno spazio personale importante per riflettere, conoscere e comprendere se stessi.

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