GLORIA B. VEGA: “LENTO” E LA MUSICA SENZA CONFINI

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“Lento” è il primo atteso album di Gloria B. Vega.
Un viaggio straordinario che merita di essere ascoltato.

Gloria Bianco Vega nasce a Torino da madre spagnola (Barcellona) e padre francese (Parigi). Ama viaggiare e esplorare culture diverse, ma è la musica la sua passione più viscerale. Inizia a cantare prestissimo e la sua voce la porta a calcare palchi internazionali, collezionando collaborazioni di altissimo livello: qui la sua bio completa.

Il 7 dicembre 2017 esce il suo primo e atteso album da solista: “Lento”, viaggio sonoro originale, scritto in tre lingue e suonato interamente dal vivo. La grandezza di questo disco è la varietà di stili che lo compongono, a partire dalla bossanova alla rumba, passando per la samba, e voi non potrete fare altro che lasciarvi guidare dalla straordinaria e inconfondibile voce di Gloria B. Vega.
Qui il primo singolo: “Lento”

“Lento” il disco di Gloria B. Vega, in uscita il 7 Dicembre.


SHARON: Il tuo primo disco si chiama “Lento”. Perché questo titolo?

GLORIA B. VEGA:  E’ un po’ la mia caratteristica: costantemente in contrasto con il mondo che mi circonda. Infatti cerco di mantenere i miei personalissimi tempi per metabolizzare gli addii, il dolore, ma anche la felicità ed in generale ogni emozione o sfida che la vita mi presenti. Come a volerle ingrandire per trarre il massimo insegnamento da essa e insieme sentirmi viva per più tempo. “Lento” è uno stile di vita: è la campagna versus la città, la lettera d’amore a penna versus il biglietto d’auguri elettronico; il vintage, la coperta tessuta dalla nonna.

SH: E’ un disco eterogeneo e scritto in tre lingue diverse. Perché hai scelto questa strada?

GBV:  Sono di triplice nazionalità, ma non so se è solo per questo o proprio per un bisogno innato di comunicare con il maggior numero di persone nel mondo. Ho sempre adorato le lingue straniere. In generale sono attratta dalla diversità. Tutto quello che non conosco mi incuriosisce e mi affascina sin da bambina. Ricordo un giorno da piccola in cui chiesi a mia mamma se fosse possibile parlare tutte le lingue del mondo per una persona sola. Lei sorrise e mi rispose, alla sua maniera spagnola iper-pragmatica, che no, non era proprio possibile. Ricordo di esserci rimasta male e di avere risposto che io invece ci sarei riuscita! Oggi parlo 6 lingue e non so se nella vita capiterà di impararne ancora ma so che in realtà l’unico linguaggio davvero universale è la musica, quindi in qualche modo ho “fregato” mia mamma.

Tornando alla domanda: in questo primo disco volevo farvi entrare nel mio mondo, che è fatto di una convivenza di ritmi, abitudini, lingue e influenze diverse. Ecco perché è in tre lingue: le lingue della musica che ha influenzato maggiormente il mio modo di scrivere e di cantare.

Gloria B. Vega

SH: Qual è la storia di questo disco e che cosa rappresenta per te?

GBV:  E’ la storia di una donna che attraverso una serie di errori eclatanti, perdendosi e ritrovandosi si scopre e finalmente si accetta per quello che è. La storia di un’artista, di un’amante, di una sposa, di un’avventuriera.

 

Gloria B. Vega

SH: Uno dei pezzi dell’album si chiama “Santiago”. Qual è la storia di questa canzone? E quanto è importante per te la tua spiritualità?

GBV:  Molto. La mia spiritualità è fondamentale. E’ caotica e multiforme e impossibile da racchiudere in una religione. O meglio: trae ispirazione da molte religioni ma mette al centro il mio singolo rapporto con l’Universo. Senza di lei mi sento troppo sola. Mi sento persa.
Santiago parla di uno dei viaggi più importanti della mia vita, proprio durante un momento di smarrimento: il pellegrinaggio a piedi a Santiago de Compostela. In quest’occasione ho potuto dare immagini fisiche ad ogni mio dubbio, in una sorta di autentica connessione con l’Universo, con i suoi ritmi e le sue leggi, che ormai scavalchiamo talmente spesso da non ricordare, benché siano anche le nostre.

SH: Chi sono gli straordinari musicisti presenti nel tuo disco e come li hai conosciuti?

GBV:  Sono compagni di viaggi, di musica, di palco. Con quasi tutti ho condiviso il palcoscenico in passato e sono felice che siano con me in questo viaggio perché non avrei voluto nessun’altro.

SH: Hai in progetto di portare questo disco in tour?

GBV: Si assolutamente e siamo già in trattativa per alcuni festival europei per cui come si dice: stay tuned!

 

Gloria B. Vega

SH: Quali artisti ti hanno ispirata nel tuo lavoro? E perché?

GBV:  Direi Concha Buika, Stevie Wonder, Nina Simone, De André. Come vedete sembra non abbiano nulla a che spartire tra loro ma in qualche modo mi hanno ispirata nel mio disco: sia per i loro percorsi di vita che per la loro musica e testi.

SH: Gloria, donna di tante nazionalità ma con le radici a Torino. E’ importante per la scrittura il posto in cui sei? E come scrivi le tue canzoni?

GBV:  Per la mia scrittura è molto importante il movimento. Il viaggio in generale mi aiuta moltissimo a scrivere e mi dà sempre nuovi stimoli, nuove idee. Anche solo il tragitto Milano-Torino in treno, per assurdo: come se il movimento da un luogo all’altro attivasse in me il bisogno di comunicare le mie emozioni. La mia città natale è bellissima e piena di contraddizioni. Questo è già dì per sé uno stimolo ma è nei miei viaggi che imparo ad amarla. Allontanandomene che l’ho iniziata a capire. Scrivo tanto, tutti i giorni qualche nuovo spunto per una nuova canzone che poi rielaborerò, oppure no. Scrivo sola ma anche in team, perché credo che quando le menti creative si uniscono possono essere ancora più produttive.

SH: Qual è la differenza tra lo scrivere per te e lo scrivere per altri artisti?

GBV:  Quando scrivo per me non m’importa di quello che il pubblico capirà: ho bisogno di esprimere una storia, un’emozione, un viaggio… e devo farlo così come lo sento; a costo di essere “criptica”. Diciamo che rischio di più perché è più viscerale. Quando scrivo per gli altri sto molto attenta a quello che l’autore vuole esprimere e cerco di comunicarlo nel modo in cui la maggior parte di persone possa capire quello che intendo.

Gloria B. Vega

SH: Parlami delle “Sublimes”, le coriste di questo disco.

GBV:  Le sublimes sono le mie coriste preferite. Un’amalgama di suono perfetta che rende davvero il concetto di “armonia” in tutte le sue accezioni. Con loro abbiamo accompagnato la cantante californiana Miz Dee Logwood in due dei suoi dischi e dal vivo in varie città europee, ma anche registrato i cori in “That’s swing” di Dave Moretti, in “Voces” di Blind Reverendo e cantato il repertorio motown delle Supremes, Martha & The Vandelas, Chirelles etc. Sono le mie sorelline su e giù dal palco!

SH: Progetti per il futuro?

GBV:  Comunicare la mia musica a più persone possibili!

Official website: www.gloriabvega.com

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