LA POLITICA CHE CI PIACE E CHE CAMBIA IL MONDO: INTERVISTA AL SINDACO DI SANTARCANGELO DI ROMAGNA ALICE PARMA

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Cambiare il mondo si può.
Eletta a 26 anni, oggi a 30 anni, Alice Parma, sindaco di Santarcangelo di Romagna,
pensa che l’unico modo per riuscirci, sia provarci.
Noi l’abbiamo incontrata in occasione del Nót Film Fest,
il festival del cinema che quest’anno, alla sua prima edizione, si è rivelato uno degli eventi più interessanti riguardanti il cinema italiano.
Ma oltre ai suoi organizzatori, la prima a crederci è stata proprio Alice
perché “Nella vita bisogna darsi delle possibilità”.

Ecco perché Alice è il sindaco che vogliamo.
Qui l’intervista alla CandyPop Crush di Novembre!

Il Sindaco di Santarcangelo di Romagna Alice Parma.

Come ci si sente ad essere uno dei sindaci più giovani d’Italia?

Essere sindaco è un’enorme responsabilità. Sento molto il concetto di scelta, perché qui non si può rimandare nessuna decisione. Tra l’altro io sono entrata in Comune direttamente da Sindaco, perché prima non ho fatto l’assessore o il consigliere comunale, quindi ho sentito l’impatto forte e immediato. 

Tu eri già caratterialmente decisa e sicura?

No, io non ero affatto incline alla scelta e questa è stata la scuola più importante: questo ruolo ti obbliga a prendere decisioni veloci mentre sei sotto pressione, ma per un giovane forse è più facile perché non hai una storia da proteggere o una posizione da difendere. Puoi pensarci e decidere con meno preoccupazioni riguardanti il passato, concentrandoti solo sul futuro.Essere un giovane sindaco serve a questo: sei più libero nel poter fare una scelta. C’è uno spazio di libertà che metti in gioco e lo fai per gli altri.

“Io sento di avere una mission: esiste un mondo che è lo spazio pubblico, un mondo dove le cose possono accadere, cambiare, e per cambiarlo bisogna partecipare”.

In un mondo in cui i giovani sono sempre meno inclini alla politica, come nasce invece in te la voglia di entrare in un mondo che dal di fuori sembra caotico, decadente, complesso?

Io ho sempre avuto una passione per il concetto di “pubblico”, cioè per tutte quelle cose che non sono solo mie, ma di tutti. Oggi questo concetto si è perso, perché il ragazzino va al parco, rompe giochi o panchine e poi torna a casa come se nulla fosse, con la mamma che pensa che suo figlio sia il bambino il più bravo del mondo. È la normalità. 

La mia generazione era ancora diversa, io ho sentito il bisogno di poter cambiare alcune dinamiche, che però non si cambiano quando sono gli altri a scegliere per te. Solo se tutti si mettono insieme le cose si cambiano: è vero che l’unione fa la forza.

“Le dinamiche non si cambiano quando sono gli altri a scegliere per te.”

Il Sindaco di Santarcangelo di Romagna Alice Parma.

Quello che mi ha dato la forza di continuare è il credere profondamente in questo cambiamento. È fisso nell’immaginario pubblico il pensiero, che tu ci sia o tu non ci sia, che le cose restano quelle che sono e decadono comunque. Non è così! Un giovane ha il dovere di respingere questa teoria: noi dobbiamo invece metterci la faccia e avere il coraggio di prenderci la responsabilità di vivere a pieno la nostra vita. Anche il concetto di “metterci la faccia” è andato sparendo in politica, diventando poco credibile. Il politico cambia idea e promette il “tutto e subito”, ma la politica non è tutto e subito, anzi! Quando tu prometti un cambiamento il cittadino si aspetta che questo avvenga nel giro di poche ore, ma alcuni passaggi non possono essere così immediati e tu agli occhi del cittadino passi per una persona poco concreta.

Quali sono i tuoi rapporti con i giovani e gli anziani?

Strano ma vero: l’approccio più difficile ce l’ho con i giovani perché si avvicinano ma, tra gli ostacoli, c’è il pensiero che “se lo fa lei, posso farlo anche io”. A me questa cosa piace perché diventa stimolo, ma dall’altra parte penso anche che prima di sentirsi in grado di farlo bisogna provare. È questo il passaggio difficile: la politica non fa per tutti. 

Gli anziani invece pensano che dietro di me ci sia qualcuno che tira le fila. Invece dietro Alice Parma non c’è nessuno, solo una grande passione. 

Come si conciliano vita privata e vita pubblica?

Non si conciliano, questo è l’aspetto critico. La vita privata esiste ma bisogna rendersi conto che qualsiasi cosa tu faccia fuori dalle mura di casa tua è appannaggio di tutti: se ti vedono in un bar lo sanno dopo trenta secondi, e questo vale per tutto quello che fai. Ma devo ammettere che è anche divertente giocare su queste dinamiche, perché mi interessa far cadere i paradigmi sul “politico”.

Comunque oggi il sindaco ha un ruolo di enorme responsabilità, vista la vicinanza con le realtà sul territorio, quindi anche l’attenzione che ti dedicano è diversa. 

“Spesso mi chiedono se sia più giusto chiamarmi SINDACO o SINDACA:
il fatto che non esista nemmeno una parola per definirci in questo ruolo come popolo femminile la dice lunga sulla situazione della nostra società… ma io personalmente non ho bisogno di una parola che mi identifichi, per me è più importante portare a compimento i fatti.
Poi puoi chiamarmi come vuoi: va bene anche sindaco.”

Sfatiamo anche il mito del “politico noioso e annoiato”: che cosa fa Alice Parma nel suo tempo libero?

Io ascolto tantissima musica, che è vitale e determinante anche riguardo alle scelte sul lavoro. La musica mi carica talmente tanto che tutti i passaggi importanti della mia vita sono segnati dalle canzoni. Frequento anche molti concerti. 

Come sei arrivata alla conclusione che sono gli eventi a valorizzare la città?

Santarcangelo di Romagna ha una storia di eventi incredibile, che passa da fiere e sagre che sono il culmine della vita sociale della zona. Inoltre ci troviamo sulla Via Emilia, quindi siamo da sempre un luogo di incontri e scambio tra culture. Per me l’ ”evento” è un vero e proprio scambio, in cui porti qualcosa, lasci e porti via qualcos’altro non tuo.

Inoltre noi non crediamo negli eventi spot. Anche al NÓT FILM FESTIVAL è stata chiesta una certa pianificazione. Amiamo percepire Santarcangelo come un luogo senza tempo, con la sua architettura medievale, che incontra i nuovi media, l’arte contemporanea e le varie culture attuali.

“Noi crediamo ancora nella piazza come luogo di incontro.
I social possono supportare la realtà ma non potranno mai sostituirla.
Il confronto umano è importantissimo.”

Nella foto, il Sindaco di Santarcangelo di Romagna Alice Parma, Alizè Latini, Gio Labadessa, un ospite del festival e Noe Bruschi

CANDYPOP MAG è media partner ufficiale del NÓT FILM FESTIVAL. Se il not in inglese significa no, in emiliano significa “notte”, che è il momento in cui si sogna. Che cosa ti ha colpito di questo sogno, diventato poi progetto?

Al primo incontro con Alizé, Noe e Gio ho subito percepito che si sarebbe potuto sbagliare: non eravamo nemmeno sicuri di arrivare alla fine, ma sicuramente non si poteva fermare sul nascere un progetto così ambizioso e interessante. Bisognava provare con tutte le difficoltà del caso. Di solito i giovani hanno l’atteggiamento di chi pensa che tutto gli sia dovuto. Invece i fondatori del NÓT sono stati diversi fin da subito: hanno avuto in primis un enorme rispetto per le istituzioni storiche del territorio, sono stati in grado di conquistare la fiducia di persone molto competenti e alla fine hanno dimostrato con i fatti il valore del progetto. 

Ci sono molte situazioni in cui non ti viene nemmeno data la possibilità di dimostrare quanto vali, invece noi volevamo osare. 

Santarcangelo è una terra fertile per un festival di cinema indipendente ed emergente. La rassegna cinematografica fine a se stessa non sarebbe stata in linea con la politica di questa città, che ha come paradigma sperimentazione e contaminazione. “Coraggio” è la parola chiave per ogni progetto che abbiamo intrapreso.

Cosa sognava Alice Parma da bambina?

Fino all’età di 22 anni ho praticato danza classica, quindi ero molto disciplinata e ho pensato di poter fare la ballerina per molto tempo. Poi in realtà mi sono ritrovata amante del sociale e intorno ai 15 anni ho deciso che avrei intrapreso la carriera giuridica.

Qual è il mantra di Alice Parma?

“Comunque provaci” è la mia regola per la sopravvivenza. Bisogna darsi una possibilità. Sia nel lavoro che nella vita. 

Il Sindaco di Santarcangelo di Romagna Alice Parma con un ospite del Nót Film Fest

Quali sono state le tue impressioni sul NÓT FILM FESTIVAL?

Mi ha entusiasmato rivedere per una settimana l’arena all’aperto, che mancava da tanti anni a Santarcangelo. Mi ha stupita la qualità delle proposte cinematografiche e la ricchezza degli eventi collaterali del Festival. Infine è stato bello farsi contagiare dall’atmosfera sognante e determinata degli addetti ai lavori: gli organizzatori e gli operatori presenti ci hanno fatto respirare la forza con cui inseguono il loro obiettivo, quello di un cinema indipendente e davvero “diverso” che ci hanno mostrato nei giorni del Nót.

 

Sharon Selene
CEO & FOUNDER
@candypopmag

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