ARCHITETTO E FOUNDHER* DI “MAKE YOUR HOME”: QUI L’INTERVISTA A ROBERTA BORRELLI

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Ecco come Roberta Borrelli, architetto e FoundHer di “Make Your Home”,
ha creato per sé una vita straordinaria:
sei mesi nel suo studio a Milano e sei mesi viaggiando, diventando lei stessa la sua casa.
È così che ha anche costruito una numerosissima community online
non solo di appassionati del design ma anche di follower che amano seguirla nei suoi viaggi,
attraverso le sue foto scattate con occhio inconfondibile e le sue riflessioni sulla vita.
Qui l’intervista per CandyPop Mag ad uno dei personaggi più interessanti del web!

Chi è Roberta?

Una pazza. No scherzo! Sono un architetto  ma da anni mi occupo di interior, il mondo della casa mi ha affascinato fin da bambina e con tenacia e dedizione ho fatto in modo che questo diventasse il mio lavoro. Sono anche una mamma single di un maschietto abbastanza irrequieto, con lui ssono diventata grande senza togliermi la voglia di sognare con gli occhi di un bambino. 

Essere la boss di te stessa è una scelta molto coraggiosa: quando hai capito che fosse per te l’unica possibile?

Molto presto, ho lavorato in studio facendo la classica gavetta soltanto per quattro anni, a 29 ho avuto Angelo e ho lasciato tutto. Desideravo uno spazio tutto mio dove poter esprimere pienamente me stessa raccontare e vivere il mio personale approccio alla progettazione e anche alla vita. Sono allergica agli orari di lavoro rigidi e a chiunque occupa una scrivania solo per passare il tempo.

Quando nasce il progetto “Make your home”?

Dopo la nascita di Angelo (suo figlio, n.d.r.) ho iniziato a lavorare come freelance, era il 2010 e il digital faceva i suoi primi passi. Io ero curiosa e vivevo in un piccolo paesino al mare del sud Italia, così ho iniziato a lavorare su un progetto che potesse raccontare il mio mondo anche attraverso il web e arrivare ad un’utenza che fosse diversa da quella delle porta affianco. Il 9 maggio 2012 Makeyourhome è ufficialmente online con il suo primo articolo, iniziando così un nuovo percorso che mi vedeva come blogger oltre che come progettista. 

Il nome richiama il modo di dire inglese “it feels like home” (questa situazione mi fa sentire a casa, n.d.r). Perché questa scelta?

Il nome nasce da un concetto prioritario che è quello di far sentire il cliente in sintonia con il proprio architetto. Per anni (e succede ancora oggi) si ha avuto il timore che l’architetto facesse un po’ quello che il suo estro creativo dettava. Il mio desiderio invece era – ed è – quello di mettere la casa al centro, con tutte le esigenze e i desideri di chi la abita. È come se dicessi “Fai la tua casa, io ti accompagno”. 

Che cosa vuol dire “casa” per te?

Casa per me è un luogo dove posso  perdermi nei miei pensieri. Per tanti anni ho lavorato dalla mia scrivania senza aver mai bisogno di un ufficio che fosse al di fuori proprio perché è un luogo che mi sono sempre costruita come un rifugio che mi facesse stare bene. CASA per me non è un luogo fisico ben preciso, ho cambiato più case che fidanzati, piuttosto una sensazione di luogo accogliente in cui sono racchiuse tutte le cose che amo di più. 

Il tuo anno lavorativo si divide in due: inverno immersa nel lavoro e estate staccando e ricaricando le energie. Quando hai iniziato a vivere così e perché?

Da quando vivo a Milano ho adottato questa filosofia di vita che si adatta perfettamente alla mia professione. Il mio lavoro necessità sempre di una fase creativa e una operativa, ogni anno per me è un reinventarmi, il cambiamento è parte della mia natura, così nei periodi più caldi mi dedico ad osservare il mondo che mi circonda e mettere in discussione i miei sogni che dovranno diventare da lì a poco obiettivi. 

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Per tutti quei no che non ti hanno fatto paura.
Quando avresti voluto il massimo e invece mancava ancora un po’.
Per tutti quei giorni che in cantiere qualcuno prova a dimostrarti che
“no questo non è un mestiere per donne”.
Devo tanto a quest’anno professionale
ma soprattutto devo tanto a me stessa.
In questa foto assomiglio moltissimo a mia madre,
non l’ho amata molto ma mi ha regalato un grande insegnamento.
Le sentivo dire spesso “hanno tolto ai nostri figli
il desiderio e l’emozione dell’attesa”.
Gli obiettivi si raggiungono con pazienza,
non perdendoli mai di vista
e godendo del percorso, in ogni suo attimo.
Questo sabato penso un po’ a lei
e alla donna che mi ha fatto diventare.

#makeyourhome

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La scelta del minimalismo: lo sei anche nella vita o solo nel design?

Lo sono forse più nella vita che nel design. Se per caso mi incontrassi per strada ti accorgeresti che non amo gli eccessi, anche nel mio abbigliamento è tutto di una linearità a volte ossessiva. Vivo in un appartamento di 40 mq in cui non c’è spazio per il troppo, mi piace circondarmi solo dell’essenziale. Credo sia una filosofia che lascia lo spazio al nuovo di entrare. 

Progetti futuri?

Proprio ora è iniziata la fase di “rielaboro il percorso” , sto lavorando ad una nuova immagine professionale di Makeyourhome, più adulta e consapevole. Un nuovo sito appena lanciato makeyourhomestudio.com e a breve un nuovo studio, uno spazio tutto rinnovato lontano dagli studi di architettura a cui siamo abituati in Italia. Tra i nuovi progetti c’è sicuramente un desiderio di approcciarmi al product design e più in generale alla direzione creativa. Vedremo è ancora troppo presto per parlarne nello specifico. 

L’architetto

L’ultima domanda, ma forse la più importante: che cos’è la felicità per Roberta?

Una carezza, prendersi pe mano, gesti semplici che ti fanno capire che puoi contare su qualcuno. Nient’altro.
Anche le donne strong hanno bisogo di essere coccolate.

SOMETHING ABOUT ROBERTA

3 cose che ami: il design, l’entusiasmo, un buon drink
3 cose che odi:
il disordine, andare al cinema, l’egocentrismo
Colore preferito:
Grigio
Caffè o te? 
Caffè
Sushi o pizza?
Pizza (sono napoletana!)
Un posto nel mondo:
Berlino
Un libro:
La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola. Raphaelle Giordano
Una canzone:
Buon viaggio – Cremonini
Una citazione:  
“Dico ai giovani architetti che costruire un argomento è come costruire un edificio” — Denise Scott Brown
3 prodotti di bellezza you can’t live without: Semplicemente detersione quotidiana (by l’estetistacinica) una bb cream e un gloss.

CandyPop Mag

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