NATALE: LA GUIDA PER SOPRAVVIVERE AI PARENTI

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Io e mio marito abbiamo due famiglie che vanno molto d’accordo tra loro, ma sono diametralmente opposte.

Come nel più perfetto stereotipo italiano mio marito è meridionale, contando solo i parenti stretti sono 268, abituati fin da piccoli ad adunate oceaniche per le feste comandate, nove ore minimo seduti attorno al tavolo e un solo comandamento: abbuffarsi come se non ci fosse un domani!

Io sono del nord, i miei genitori sono entrambi figli unici, non ho zii né cugini, i miei parenti (contando anche quelli “allargati”) si contano sulle dita di una mano… monca!
Mia madre se ha più di otto persone attorno al tavolo inizia ad andare in iperventilazione.
Va da sé che la sottoscritta ha una certa “allergia” a restare più di un’ora seduta a tavola, ma ancora di più sono allergica alle conversazioni che si fanno attorno al desco.

Se mi capite ecco come cerco di sopravvivere. Prendete spunto!

REGOLA N. 1: SE LO CONOSCI LO EVITI…

  • Se c’è un parente che vi da particolarmente sui nervi chiedete al padrone di casa di posizionarvi il più lontano possibile da lui/lei.
  • Se sapete che ci sono degli argomenti “a rischio” evitateli: la saggezza popolare che invita a non parlare di politica e di religione a tavola ha il suo perché.
  • Se qualcuno introduce il discorso cercate almeno a Natale di non dar corda e di evitare di ribattere.

REGOLA N. 2: …MA UNA BATTAGLIA VE LA CONCEDO!

Non rispondete al parente che vota diversamente da voi; ignorate la zia bacchettona; ma se il vostro cugino “preferito” – si, l’ho messo volutamente tra virgolette – vi punzecchia deliberatamente rispondetegli a tono a costo di gelare la tavola intera. Buoni a Natale si, fessi no!

REGOLA N. 3: DEDICATA ALLE MAMME

E’ molto probabile che i vostri bambini saranno un po’ più agitati del solito, voi li sgriderete e ci sarà qualche zia che ci terrà a spiegarvi dall’alto della sua esperienza di 8 figli e 23 nipoti cresciuti, quali siano le migliori tecniche di pedagogia. Ecco, ringraziate con un sorriso, ma ribadite che l’unica parola su ciò che vostro figlio può fare o no è la vostra. Punto.

REGOLA N. 4: PRESTATEVI AD UN GIOCO

In molte famiglie è di rito la tombola, o un giro di Scala Quaranta, o un Tabù. Prestatevi a una mano di gioco ricordandovi di non essere competitivi e di lasciar vincere il nipotino cinquenne. Se si presenta una seconda mano avvaletevi della regola numero 5…

REGOLA N. 5: A MALI ESTREMI…

Pianificate una via di fuga (il cane da solo a casa, l’amico ammalato a cui portare una porzione di tortellini… o starnutite voi stessi in faccia a qualcuno simulando un raffreddore improvviso) e mollate la barca se la situazione si fa insostenibile!

Simona Bergami

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About Author

Amo viaggiare, scattare foto, cucinare e mangiare; leggo, scrivo ma sono anche Netflix dipendente! Sono diventata Professional Organizer perchè nel tempo che mi rimane devo lavorare e gestire casa, marito e cane... ma senza perderci troppo tempo! ;-)

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