LA “DON’T DO IT” LIST!

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In questa rubrica vi ho spesso parlato di liste: di cose da fare, per controllare le commissioni,
per darsi delle priorità, ecc.
Riepiloghiamo per chi si è perso le puntate precedenti: una lista di cose da fare è uno strumento di produttività.
Serve per mettere nero su bianco tutte le attività di una giornata, per liberare la mente
(scrivendo possiamo “dimenticarcele” ed evitare di sovraccaricare il nostro cervello), e per
definire le nostre priorità.

Mano a mano che scriviamo viene infatti naturale individuare attività che dovremo portare a
termine prima di altre perché consequenziali, di differente importanza, o perché hanno una
scadenza imminente.

Consiglio sempre di scrivere la propria to-do-list la sera, prima di andarsene dall’ufficio, in modo da essere preparati, il mattino successivo, sulle cose più importanti da cui iniziare.
Guardarsi indietro, vedere tutte quelle belle liste di attività depennate, dà sempre una grande
soddisfazione: ci dà la misura della nostra realizzazione e dei progressi che facciamo ogni
giorno.

Eppure la sensazione continua ad essere quella di perdere tempo e di poter fare ancora meglio.
Questo accade perché spesso abbiamo una serie di cattive abitudini o attività che non ci
interessa fare e di cui possiamo fare tranquillamente a meno.

Sally Helgesen è una women’s leaderhip coach, scrittrice di successo, nel suo ultimo libro
uscito in America nel 2018 How women rise: break the 12 habits holding you back from your next raise, promotion, or job, suggerisce di stilare anche una lista di attività su cui non vogliamo perdere tempo, allo scopo di focalizzarle e di escluderle definitivamente dalla nostra vita, senza sensi di colpa e rimpianti.

Ecco alcuni esempi di attività non produttive:

  • Non risponderò al telefono al primo squillo, perché mi fa sembrare affrettata e non mi
    dà la possibilità di prepararmi;
  • Non dirò immediatamente SI a nuovi compiti che contribuiscono a mettermi pressione e
    mole di lavoro;
  • Non mi farò distrarre dai social network durante attività che richiedono tutta la mia
    concentrazione

Ma ci sono anche aspetti che teniamo in ufficio ma non strettamente collegati al lavoro che
impiegano in modo negativo le nostre energie:

  • Non mi preoccuperò della collega poco simpatica perché le devo rispetto ma non deve
    essere la mia migliore amica;
  • Non mi farò trascinare in gossip da macchinetta del caffè perché generano solo calunnie
    e un ambiente negativo;
  • Non risponderò “si ma…” perché spesso è solo un modo mascherato per contraddire gli
    altri

Infine anche il nostro tempo libero può essere depurato di attività inconcludenti:

  • Non mi occuperò più di quell’associazione benefica la cui causa non mi appassiona;
  • Non preparerò più panini per tutta la squadra di calcio di mio figlio
    E così via.

Siete pronti per questo esercizio di liberazione?

Simona Bergami

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About Author

Amo viaggiare, scattare foto, cucinare e mangiare; leggo, scrivo ma sono anche Netflix dipendente! Sono diventata Professional Organizer perchè nel tempo che mi rimane devo lavorare e gestire casa, marito e cane... ma senza perderci troppo tempo! ;-)

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