L’ESTATE SI FA MAGICA CON “ILLUSI” DI SIMONE VANNETTI

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Non preoccupatevi, “ILLUSI“, il primo romanzo fantasy di Simone Vannetti, pur partendo nel 1599 è ambientato per lo più nel 1919 – ma le tematiche e l’universalità dei temi non sembrano fuori luogo nemmeno nel 2021, tra un balletto di tik tok e un giro sul monopattino elettrico in sharing.

Nonostante alcune uscite infelici di politici e figure di spicco della cultura italiana possano averci dato l’impressione di essere stati catapultati nel Medioevo, quest’estate vi consigliamo un tuffo in un passato un po’ più vicino nel tempo con una lettura estiva che narra di avventure e battaglie all’alba degli anni ’20 del secolo scorso.

Illusi, Simone Vannetti, 2021

Vannetti regala all’estate 2021 un romanzo che pesca a piene mani dal folklore: partendo da quello locale della sua Toscana passando per quello più esotico e misterioso dell’Islanda e del Giappone. Una serie di avventure attendono il protagonista, Martin Weber, in giro per l’Europa, in una società che inizia a fare i conti con gli strascichi della I Guerra Mondiale, troppo impegnata per ricordarsi di celebrare, attraverso tradizioni e riti, la vita di esseri unici che potrebbero vivere proprio nel bosco dietro casa.

Illusi” non si fa mancare nulla: amore, battaglie, tradimenti.
Nemmeno le creature magiche vengono dimenticate: basilischi, troll, draghi e demoni.
Il mondo che viene descritto risulta familiare ma sorprende con un twist speciale, senza mai sopraffare il lettore.
Un racconto scorrevole e coinvolgente che ci fa presupporre che con la pratica e le giuste limature l’autore possa farsi strada nelle librerie sia di giovani appassionati di D&D, fan dei fantasy e nerd di vario livello che semplici curiosi, anche negli anni a venire.

Se state ancora cercando il libro da portare sotto l’ombrellone o per le pause durante le escursioni in montagna, “Illusi” è disponibile in tutte le librerie e ovviamente online. E se ancora non siete convinti, sentiamo cosa ci dice Simone Vannetti!

L’autore Simone Vannetti

Simone, partiamo da te. La scrittura è sempre stata un metodo d’espressione per te? O sei un avido lettore che con la scusa del tempo libero si è buttato dall’altra parte del foglio?

Scrivere è sempre stata una grande passione, un mezzo per poter dare forma ad emozioni e sensazioni.

Com’è il tuo processo creativo? Hai un orario preferito in cui scrivere? Dove preferisci farlo? A chi lo hai fatto leggere per primo?

Ammetto che forse processo le idee in modo insolito. Quando sento quella che chiamo “onda creativa” prendo un foglio e comincio a comporre, è capitato che l’ispirazione si presentasse anche nel bel mezzo della notte e ho interrotto il sonno per scrivere. Generalmente lavoro nel mio studio in casa, quando sono solo e senza distrazioni. Il primo lettore è stato il mio amico Jacopo, che si è reso figura fondamentale nei momenti di blocco narrativo.

Ispirazione. Hai detto che molto lo devi ai tuoi genitori – come ti hanno influenzato per la stesura del romanzo?
E tra chi narra di professione? Chi ti ha ispirato, chi ti ha formato?

I miei genitori, fin da quando ho memoria, mi hanno cresciuto come se la magia fosse una certezza. Per questo mi hanno trasmesso una certa sensibilità verso il genere e le loro storie e i loro racconti sono stati un riferimento per scrivere la trama del romanzo. Per quanto riguarda i professionisti il mio Maestro è Tolkien, probabilmente è scontato ma è un riferimento per il genere e mi ha trasmesso tanto con le sue opere. L’autore che più di tutti mi ha ispirato però, soprattutto negli ultimi tempi, è Neil Gaiman, ha uno stile che trovo unico e coinvolgente. Le sue opere Nessun Dove e American Gods sono state una forte influenza narrativa.

Oltre alla parola scritta, ci sono stati film o canzoni o altre opere artistiche che ti sono state d’ispirazione?

Si assolutamente, tra i film direi il Labirinto del Fauno, di Guillermo Del Toro e I kill giants, di Anders Walter, trasposizione dell’omonimo fumetto. La musica è stata un carburante fondamentale nella stesura in quanto mi sono fatto una vera e propria playlist da tenere di sottofondo mentre scrivevo, artisti vari e generi vari ma quando avevo bisogno di ispirazione mi rivolgevo alle cornamuse scozzesi con qualche album dedicato. Un artista in particolare mi ha poi ispirato per certi canoni estetici, Jakub Różalski conosciuto come Mr Werewolf, illustratore di un famoso gioco da tavolo.

Photo by Chris Ried on Unsplash

Quanto Simone c’è in Martin, il protagonista del tuo romanzo? (O in altri personaggi del libro!)

Non ho associato Martin a me, anche se immagino che qualche tratto della mia personalità si sia riversato sul protagonista. C’è un particolare personaggio che ho dedicato alla mia persona ma non vi dirò chi è, voglio che lo scopriate leggendo.

Per i futuri lettori indecisi: come completeresti questa frase? Se ti piace “………….” ti piacerà anche “Illusi”

Se ti piace la magia ti piacerà anche Illusi.

Il tema del diverso è molto presente. Così come l’accettazione e la protezione. Per quanto ambientato nel passato e in un mondo che ricorda il nostro ma con un twist speciale, i tuoi temi si collegano al presente, non credi?

Si assolutamente, certi argomenti che oggi hanno un rilievo importante erano sicuramente presenti anche in altri periodi storici solo che non se ne parlava ma non per questo non esistevano. Dunque ho trovato giusto trattarli con assoluta normalità.

Scrivere in pandemia: come l’hai vissuta? Dove l’hai vissuta?
Credi che sia stato un ostacolo in più per la tua pubblicazione o un caso di quelli dove nel male si è trovato un aspetto positivo?

Per quanto sia consapevole che la pandemia sia stata una catastrofe io ho cercato di trarre il meglio da questo periodo. Il tempo che ho avuto a disposizione l’ho investito in questo progetto che mi ha dato stimolo e sollievo nello stare in casa. In sostanza direi che il mio è un caso che calza perfettamente il detto: non tutto il male viene per nuocere.

Simone Vannetti

Spesso si sente che gli autori al loro debutto, o anche nei primi scritti, abbiano il libro chiaro in mente e la scrittura è più un processo veloce di reportage su carta, scrivono spesso di getto, affermano che “la storia si è scritta da sola”. Anche per te vale questa esperienza? O hai avuto un processo più articolato?

Il mio romanzo è partito da un racconto che poi si è trasformato in uno dei capitoli all’effettivo. Da lì ho visto che c’era del potenziale per proseguire. Ci ho pensato, mi sono fatto una scaletta ed ho elaborato la trama che poi ha avuto anche i suoi momenti di creatività in certi punti della storia nel senso che certi aspetti sono nati sul momento, di getto ed hanno funzionato.

Tra tutte le creature a cui hai dato vita e parola nel romanzo, quale vorresti incontrare e perché?

I troll, non so bene perché in realtà, di solito nell’immaginario folkloristico sono creature maligne e negative però hanno un fascino particolare, legate a tradizioni di luoghi che adoro e che percepisco come un ponte perfetto tra mito e realtà.

Il tuo è un romanzo che senza troppi dubbi riporrei nella seziona fantasy. Tuttavia, rispetto a molte opere dello stesso genere, ho notato che il mondo da te creato non risultava alienante o esageratamente ricco di figure “fantasiose”. Ci sono esseri e elementi magici ma in maniera molto familiare. Hai già ricevuto questo tipo di feedback?

Mi è stato chiesto perché avessi scelto questa ambientazione e certi contesti. È stata una scelta stilistica dettata da alcune riflessioni sul genere e sulla storia in generale. Il folklore e la magia sono sempre stati parte integrante delle culture di tutto il mondo, ad un certo punto però, con l’avvento della globalizzazione e della modernità, si sono quasi estinti. Studiando un po’ ho percepito che gli inizi del 900 sono stati l’ultimo periodo storico in cui effettivamente certe tradizioni avevano una rilevanza forte e penso che la prima guerra mondiale abbia distrutto quello che rimaneva delle credenze folkloristiche. Per questo ho voluto fondere mito e realtà raccogliendo storie locali come parte integrante della cultura e degli usi dei luoghi citati nel romanzo. C’è stato un tempo inoltre in cui la magia e certe creature erano percepite davvero come presenti e le persone si comportavano come fossero parte della vita quotidiana e pensarci è bellissimo, io dal canto mio ci voglio credere.

Le grandi religioni del mondo si contrappongono spesso, ma agli studiosi più attenti ed oggettivi non sfuggono diverse affinità. Prima tra tutte la necessità per l’uomo di credere in qualcosa di più grande di lui.
Nel libro, le vicende assumono caratteri internazionali. Credi che anche il folklore e le credenze tradizionali abbiano basi comuni, un filo conduttore unico forse, a cui si sono aggiunti poi sviluppi locali?
Hai fatto molte ricerche divise per paese? Hai notato oltre alle somiglianze se presenti, pesanti differenze?

È stata la parte più impegnativa della stesura. Io penso che si sia sviluppato tutto in maniera abbastanza omogenea se si parla di spiritualità poi, per varie circostanze, ogni popolo ha definito una credenza specifica che si è evoluta verso certe figure e certi miti che però spesso hanno affinità con altre culture anche molto distanti fra loro. Se si parla di mitologia molte divinità sono simili fra loro sia nella tradizione europea che per dire in quella sud americana od orientale. Se si parla di folklore locale la cosa si complica perché ho trovato un’infinità di creature che ci vorrebbe un’enciclopedia per catalogarle tutte ma molte di esse sono comuni alle credenze di molte culture.

Cosa ci possiamo aspettare da Simone Vannetti tra un anno? Altre avventure degli Illusi? Puoi dirci se hai già qualche progetto in mente?

Un progetto c’è ed è concluso, un manoscritto che si discosta dal genere fantasy e che penso di pubblicare l’anno prossimo. Per quanto riguarda gli Illusi è già in lavorazione un sequel e nella testa ho talmente tante idee che probabilmente non fermerà la saga a due opere quindi la storia continua e chissà dove arriverà.

@simovanne

@illusiromanzo

@portoseguroeditore
www.portoseguroeditore.com

 

by Kira Lavrova

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About Author

25 y.o. Russian-Canadian brought up in Switzerland & Italy, dreams in technicolor but is shortsighted irl. Thinks in verses and melodies and wishes she could talk like that too. #musicislife

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