(S)VOLTO PROJECT: RICCARDO GIORDANO SCATTA IL VOLTO DIETRO LA MASCHERINA

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“La macchina non vede nulla, la macchina è un mezzo
per fermare un millesimo di secondo di vita.
Il fotografo vede, pensa, immagina, crea.”
_Riccardo Giordano_

(S)VOLTO PROJECT

Raccontaci in poche parole SVOLTO PROJECT e da dove nasce idea…

SvoltoProject è un progetto artistico di fotografia di ritratto che vuole “raccontare” questo periodo storico segnato dalla pandemia da covid19 studiando come il nostro volto cambia indossando la mascherina.

Il fotografo Riccardo Giordano creatore di (S)VOLTO PROJECT

Per motivi professionali, incontro molte persone e interagendo con loro ho notato che più o meno tutti mi parlavano della mascherina, del fatto che alcune donne non si truccavano più sopratutto le labbra, altri che cercavano di parlare con gli occhi, e così via.

Allora ho pensato di raccontare questi volti e assieme all’amico Michele Di Mauro, noto attore, regista e paroliere torinese, abbiamo giocato con le parole ed è uscito il nome: (s)volto, c’era un volto e ancora c’è… 

Svolto è la speranza e la certezza che svolteremo e il nostro volto quello pubblico- tornerà ad essere quello di prima senza essere seminascosto dalla mascherina di protezione.

“C’era un volto e ancora c’è” è il claim del tuo progetto. Che importanza aveva il volto nella fotografia pre-covid?

Nel mio mondo, quello della editoria, del fashion o dell’istituzione il volto è fondamentale, è componente di tutto un’insieme fatto di armonia e bellezza, soprattutto tanta bellezza.

E che significato ha per te il volto coperto oggi?

Diciamo che non lo amo molto, ma è fondamentale per la nostra sicurezza e per arrivare alla fine di questa pandemia, per cui non lo amo ma lo accetto.

Dai Daft Punk, a Myss Keta, lo show business è pieno di personaggi pubblici che scelgono di coprirsi il volto. Era una cosa che ti affascinava già prima?

Affascinare a tratti, diciamo che per lo più incuriosiva (la curiosità è il mio miglior pregio e peggior difetto) e a tratti mi inquietava. Penso anche alla cinematografia e alla carica erotica delle donne e uomini mascherati di Eyes Wide Shut, o alla maschera museruola di Hannibal the Cannibal.

Pensi che con la mascherina sarà più facile dimenticarsi del volto degli altri? E del nostro?

Sicuramente si, almeno per me, sul piano del volto pubblico poi probabilmente incontriamo delle persone e il vero volto non lo vediamo proprio, per cui ricordarci solo degli occhi è impegnativo, a meno che non siano due fanali nella notte (rido).

Dimenticarmi del mio volto? Diciamo che non amo guardarmi soprattutto nelle fotografie per cui se è coperto forse è meglio…

Come cambia il volto quando “si libera” della mascherina?

Dal mio punto di vista, quando ho un soggetto davanti alla macchina fotografica vedo che si illumina. Cambia decisamente espressione, in meglio.

Svolto Project: cosa vede la macchina, e cosa vede il fotografo?

La macchina non vede nulla, la macchina è un mezzo per fermare un millesimo di secondo di vita. Il fotografo vede, pensa, immagina, crea.

Come stai scegliendo i soggetti da ritrarre?

Sostanzialmente cerco persone, di ogni età, di ogni genere, di ogni posizione sociale, uomini e donne, non bambini perché preferisco dei volti che abbiano giù una storia in viso e che non siano troppo giovani.

Che processo c’è dietro le pose dei soggetti?

Nulla di che, tante parole prima, per mettere a proprio agio le persone e creare empatia, poi tutto viene da se.

Bianco e nero vs. colore? Perché?

Mi piace molto il bianco e nero ma amo i colori perché il mondo è a colori. Ho deciso di usare il bianco e nero però, perché non volevo troppe distrazioni e per certi versi una qual certa “monotonia” in modo da focalizzare maggiormente sui volti.

Che futuro vedi per questo progetto?

L’idea è di fotografare tra le 500 e 1000 persone per poi, spero, realizzare una wrappatura di un edificio intero, sopratutto se in un contesto urbano importante e contemporaneamente una mostra con una piccola selezione di volti.

Adesso è online su Instagram e su Facebook.

Sono molto ottimista perché vedo interesse e mi sembra un progetto che piace.

Kira Lavrov

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About Author

25 y.o. Russian-Canadian brought up in Switzerland & Italy, dreams in technicolor but is shortsighted irl. Thinks in verses and melodies and wishes she could talk like that too. #musicislife

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