CES 2019 A LAS VEGAS: ECCO COSA ABBIAMO VISTO!

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Ces di Las Vegas 2019. Straordinario evento statunitense dall’ 8 al 11 gennaio. Non potevamo davvero  mancare!

Alta tecnologia e avanguardia su ogni fronte, a partire dai gadget, dalla robotica, intrattenimento all’alta tecnologia per la sanità digitale, dal cosmetico consigliato, allo scanner facciale, alla TV che scompare arrotolata in un mobile e che diventa modulabile a seconda della parete o del posto in cui viene messa.


Le presenze attese sono di circa 200.000, visitatori delle quasi 5 mila aziende presenti provenienti  da più di 150 Nazioni. Appuntamento annuale unico e sempre più interessante che conta quasi 7 mila le testate giornalistiche che arrivano da tutto il mondo per documentare le tendenze delle nuove tecnologie. Quelle che saranno le nostre compagne quotidiane nel lavoro, nella vita sociale, nel rapporto con il partner e a casa.

E i passi da gigante che si succedono possiamo intuirli pensando alle evoluzioni che vediamo quotidianamente sulle autovetture o al rapporto che queste hanno con i nostri telefoni mentre viaggiamo. A questo proposito molto interessanti son le tecnologie a infrarossi che ci aiuteranno con i sensori di movimento e alla guida quando ci svegliano se chiudiamo gli occhi perché siamo particolarmente stanchi.
Alta tecnologia nell’alimentazione e quella che guarda l’ambiente e ci potrebbe aiutare e salvare gli animali in estinzione come le api ad esempio.

Al Ces di Las Vegas c’è al centro sempre l’uomo con le sue esigenze per migliorare la qualità della vita: i temi affrontati spaziano dall’ambito musicale al lavoro, alla sanità, all’agricoltura monitorata e fai da te, oggi tanto alla moda con i giardini urbani.

L’Italia è presente nel padiglione Eureka Park con startup che primeggiano spesso tra le tecnologie mondiali.
Naturalmente sono presenti tutti i più grandi brand e aziende che si giocano il loro futuro con lo svilluppo delle nuove tecnologie, necessarie per stare ai tempi con la domanda sempre più esigente.

E pare che non passeranno molti anni: potremo viaggiare in maniera intelligente, avendo una guida “automatica” perfino con le moto. Del resto molto già è stato fatto con i sensori per i parcheggi in autonomia e quelli che evitano gli incidenti stradali.

Allora è tutto meraviglioso? Non proprio. Probabilmente i rischi che si corrono sono notevoli: già da quelli che derivano dell’ “assistenza personale” ad esempio, che riguardano gli aiuti sul nostro stato d’animo o quelli pericolosi che raccolgono dati sensibili alla privacy tramite le App.


Certo che un “Personal Assistant” è il massimo a cui possiamo aspirare e sarebbe molto utile per fargli fare le cose noiose quotidiane come la spesa, le code in banca o alla posta e ci eviterebbe gli spostamenti lunghi e stancanti (tipo clone?), quello che ci ricordi che stiamo superando il limite dei dolci permessi nella giornata…

E allora quale rischio corriamo? Il primo tra tutti è quello che potrebbe derivare dall’utilizzo dell’assistente virtuale: quello che ci potrebbe atrofizzare la mente, già pigra di suo, che limiterebbe l’autonomia mentale e lo sviluppo intellettivo. Cioè un’assistenza che ci aiuti riducendo al minimo gli sforzi ma che supera e ci tiene in scacco, comandandoci e togliendoci la libertà di pensiero.

Il Direttore Responsabile
Domenico Simonetta

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