SOPRAVVIVERE ALLO STRONZO DI TURNO: ECCO COME FARE!

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Stronzi e vita in ufficio. Perché li tolleriamo?

Robert I. Sutton è un professore di Scienza dell’Ingegneria Gestionale dell’Università di Stanford. È inoltre co-direttore del “center for Work, Technology, and Organization”, e ricercatore e co-fondatore dello “Stanford Technology Ventures Program”.
Sutton è però diventato famoso alla massa nel 2007 quando ha pubblicato il suo primo libro The No Asshole Rule (in Italia è stato pubblicato con il titolo di Il metodo antistronzi – Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è).
Per scrivere il suo libro Sutton si ispira ad episodi accaduti nel mondo accademico e aziendale statunitense, andando ad evidenziare come i comportamenti “da stronzi” di una serie di famosi capi che cita, risultino significativamente dannosi per la produttività e cooperazione nell’ambiente di lavoro, e favoriscano invece comportamenti come la discriminazione, il mobbing, l’offesa ecc.

Nel 2017, dieci anni dopo, Robert Sutton ha scritto un secondo libro The Asshole Survival Guide – How to deal with people who treat you like dirt che letteralmente potremmo tradurre con Guida per sopravvivere agli stronzi – come aver a che fare con chi ti tratta come spazzatura (questo libro non è ancora uscito in
lingua italiana).

Questo secondo libro vuole essere un vademecum per sopravvivere ad ambienti di lavoro dominati da ecogentrici, bulli e tiranni e come difendersi da loro.
Per Sutton la definizione di asshole è quella di una persona che fa sentire le altre non rispettate, insignificanti e senza energie” e rileva come questi comportamenti siano sempre più dilaganti in politica, nella società (i forti che prevaricano i deboli) e attraverso le tecnologie (è più facile insultare qualcuno, non guardandolo in faccia).

Per scrivere il suo libro Sutton si è confrontato con decine di dipendenti ed ex-dipendenti di aziende della Silicon Valley andando ad analizzare i comportamenti ricorrenti.

Anche io devo confessarvi che ho trascorso ben 6 anni in un’azienda in cui era presente uno zoccolo duro di asshole. Sei anni di inferno, in cui non era mai possibile rilassarsi perché la ritorsione era costantemente dietro l’angolo: mobbing, offese, umiliazioni per me e le mie colleghe, lavorativamente, più giovani erano all’ordine del giorno.

E quindi perché sopportiamo gli str… ehm i cretini nelle nostre vite e spesso accettiamo anche di lavorarci insieme? Ecco i nove motivi per Robert Sutton:

1. NEGAZIONISTI: ce la raccontiamo affermando che “Dai… non è poi così male…” In realtà è più che pessimo!!

2. DESIDEROSI: desideriamo così tanto che la situazione migliori che ci diciamo che “sta migliorando ultimamente!”, ma datemi retta: al peggio non c’è mai fine

3. FALSO SPERANZOSI: continuiamo a dirci che “prima o poi le cose andranno meglio!” ma l’unica cosa in cui possiamo sperare è che a un paio di colleghi venga il raffreddore e stiano a casa!

4. CROCEROSSINE IMPENITENTI: “posso migliorare le cose qui dentro!” come se l’ufficio avesse bisogno di essere salvato da chissà quale terribile sorte. Ve lo dico: faceva schifo prima di voi e continuerà a fare schifo.

5. NON FA MALE! NON FA MALE!: quando ci diciamo che “si la situazione è brutta, ma non mi sta influenzando, sono sempre me stesso”. Apparentemente è così: a me dopo un paio d’anni venne cervicale cronica e due ernie. Ma non mi stava influenzando.

6. I LATI POSITIVISTI: “E’ vero, è un brutto ambiente, ma stò imparando tantissimo!” si, a diventare uno str… pure tu! Perché queste persone ci cambiano e tirano fuori il peggio di noi. Ne vale la pena?

7. ON/OFF: “quando esco dall’ufficio chiudo quel comparto e mi dedico ad altro” chiedete ai vostri amici e alla vostra famiglia se la pensano anche loro così…

8. I MARTIRI: “certo, io non stò bene, ma per alcuni colleghi è anche peggio” come se non aveste il diritto di lamentarvi. I martiri non fai mai una bella fine, credetemi, o non si chiamerebbero martiri.

9. L’ERBA DEL VICINO: “…e alla fine, ci sono posti di lavoro peggiori!” Certo, tutti gli uffici hanno i loro difetti, ma davvero pensiamo di non poter valere più di così?

Simona Bergami

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Amo viaggiare, scattare foto, cucinare e mangiare; leggo, scrivo ma sono anche Netflix dipendente! Sono diventata Professional Organizer perchè nel tempo che mi rimane devo lavorare e gestire casa, marito e cane... ma senza perderci troppo tempo! ;-)

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